16/09/2025

Chikungunya, tutto quello che c’è da sapere

La chikungunya è una malattia virale che sta destando molta preoccupazione, soprattutto nell’Italia nord-orientale, e nello specifico in Veneto. Si tratta di una malattia caratterizzata da febbre e forti dolori,  trasmessa all’uomo dalle zanzare infette, soprattutto dalla specie Aedes (zanzara tigre), mediante puntura.

Sintomi

Il periodo di incubazione è variabile, in media dura 3-7 giorni, fino ad un massimo di 12. I sintomi si manifestano improvvisamente: febbre e dolori forti alle articolazioni, a tal punto da limitare i movimenti degli infetti.

Il nome chikungunya, infatti, nella lingua swahili significa “ciò che curva” o “contorce”, ed è esattamente ciò che questa malattia provoca ai pazienti, che tendono a rimanere immobili assumendo posizioni antalgiche. Ulteriori sintomi sono  dolore muscolare, mal di testa, affaticamento e rash cutaneo. Il dolore alle articolazioni è spesso debilitante, generalmente dura alcuni giorni ma può anche prolungarsi.

Quadro clinico

La maggior parte dei pazienti si riprende completamente ma in alcuni casi il dolore alle articolazioni può continuare per mesi o, peggio, per anni. Spesso, però, i sintomi nelle persone infette sono leggeri a tal punto che l’infezione può non essere  riconosciuta o male interpretata. In alcuni casi, occasionali, sono state riscontrate anche complicanze cardiache, gastrointestinali, oculari e neurologiche. Raramente si verificano conseguenze gravi. Negli anziani, tuttavia, la chikungunya può essere una concausa di morte.

Trattamento

Attualmente non esiste trattamento antivirale specifico e le cure si concentrano soprattutto nell’alleviare i sintomi. In Europa  non sono autorizzati vaccini contro l’infezione da virus chikungunya. Negli USA, invece, recentemente, è stato approvato un vaccino.

Prevenzione

La prevenzione della chikungunya consiste principalmente nell’impedire o ridurre il più possibile l’esposizione alle punture di zanzare. È utile seguire le seguenti precauzioni generali:

  • Installare zanzariere e attivare l’aria condizionata almeno nelle stanze in cui si soggiorna;
  • Indossare vestiti che non lascino scoperte parti del corpo e preferire i colori chiari poiché quelli scuri attraggono le zanzare;
  • Applicare repellenti sulle parti del corpo che restano scoperte e ricordarsi che il sudore ne riduce l’effetto. Per l’utilizzo di tali repellenti da parte di donne incinta e bambini, ci consiglia di consultare prima il medico. L’utilizzo è sconsigliato ai bambini di età inferiore ai 3 mesi ai quali, di conseguenza, va dedicata maggiore attenzione.

Risulta importantissimo evidenziare che alcune zanzare vettori  di questa malattia risultano particolarmente attive nelle ore del mattino e nel tardo pomeriggio, fino all’imbrunire.

Al fine di ridurre il rischio di contagio e la diffusione di epidemie trasmesse da zanzare tigre, il mezzo più efficace è la lotta sistematica e continuativa alla zanzara che funge da vettore della malattia. Dato che si riproduce in zone frequentate dall’uomo grazie a ristagni di acqua, anche minimi, è importante eliminare tutti i ristagni d’acqua (ad esempio in sottovasi, contenitori aperti nei giardini) e pianificare interventi periodici di disinfestazione.

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