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Oggi sono sempre più numerose le segnalazioni di "escursioni" dei serpenti in abitazioni, scuole e magazzini.
Esaminando le cause che potenzialmente intervengono in questa nuova situazione un ruolo prevalente è costituito dalla sempre maggiore sensibilità a presunte invasioni dello spazio che viene considerato di pertinenza umano. Si è ormai ben lontani da una normale convivenza con animali non domestici, pericolosi o meno, sia che si tratti di artropodi sia tantomeno per quanto riguarda i vertebrati. Secondariamente bisogna tener conto dell' effetto "oasi" rappresentato a volte dalle aree periurbane in zone dove le pratiche dell' agricoltura intensiva e l'urbanizzazione hanno in buona parte distrutto i naturali luoghi di rifugio. Non a caso in queste zone, così come nei parchi e nei giardini situati in seno alle città, si concentrano i maggiori ritrovamenti e la possibilità di sopravvivere per i rettili e gli anfibi. Inoltre gli abitati sono più "caldi" rispetto agli ambienti naturali e consentono una migliore sopravvivenza durante i periodi freddi anche alle specie ibernanti. Le grandi disponibilità alimentari presenti nelle strutture produttive e abitative per le infestazioni di roditori antropofili, unite alla mancanza dei predatori naturali quali i Carnivori o i Rapaci, sono probabilmente di sprone alla colonizzazione di ambienti non certo tipici.Ma viene anche pagato un pesante pedaggio di vite, sia per l' uccisione diretta di qualsiasi esemplare si provi a strisciare tuori dai nascondigli e sia per le molte perdite sulle strade. Proseguiremo elencando i criteri per riconoscere le specie di serpenti più comuni e la loro relativa pericolosità.
Le famiglie
Solamente due famiglie di serpenti sono rappresentate in Italia: i Colubridi ed i Viperidi. I criteri di riconoscimento tra le due famiglie sono conosciuti (si dice) da tutti: corpo corto e tozzo, non raggiungente il metro, coda che si riconosce dal resto, squame sopra la testa piccole, pupilla verticale e stretta caratterizzano i Viperidi, mentre i Colubridi sono più lunghi e slanciati ed è difficile scorgere l' inizio della coda; inoltre hanno grandi squame sul capo e pupilla rotonda o parzialmente ellittica.
Tra le molte altre differenze poi spicca la diversa dentizione. La maggior parte dei Colubridi sono aglifi, presentando piccoli denti identici tra loro. Solo pochi posseggono zanne poste nella parte posteriore della bocca e con una scanalatura dove sbocca il dotto della ghiandola velenifera (opistogliti). Nelle Vipere invece le zanne, molto lunghe, sono imperniate anteriormente sul mascellare ed il dotto ghiandolare è in continuità con una cavità interna, rendendole simili ad aghi per siringhe (solenoglifi). A riposo vengono ripiegate in apposite "tasche" del palato. Questo sistema, più raffinato, è anche più pericoloso, essendo in grado di meglio iniettare il veleno nel corpo della vittima. I Colubridi opistoglifi devono invece mordere a fondo e inoltre, nelle poche specie italiane dotate di questo sistema, il veleno è praticamente innocuo per l'uomo.
E anche possibile quindi distinguere con occhio esperto le diverse tracce lasciate dai morsi. I segni lasciati dalle zanne sono generalmente distanti da 5 a 8- 9 mm. La pericolosità intrinseca del veleno è secondaria rispetto alla sensibilità individuale della vittima. I casi di morte accertati per morsi di vipere in Italia tra il 1980 e il 1984 sono tre, mentre il 38% dei soggetti morsi non ha mostrato sintomi e, tra quelli che hanno accusato disturbo, ben il 75% è incorso solamente in edema locale o esteso e limitati effetti gastro-intestinali.
Le Vipere

Si tratta di specie estremamente sensibili al disturbo antropico e solo raramente, in località collinari o montane, queste specie ricercano la protezione offerta dalle costruzioni per l' ibernazione e per alimentarsi di muridi antropofili. La Vipera comune o Aspide Vipera aspis è la specie più comune sul territorio nazionale, mancando solo in Sicilia e Sardegna. E stata riscontrata in vari parchi e giardini periurbani e, in pratica, è la sola che può essere trovata in vicinanza o dentro le costruzioni.
Il colore di fondo e le ornamentazioni del dorso della Vipera comune sono assai variabili e passano dal classico bruno con barrature brune al nero quasi uniforme o a sfumature rossiccie. E ovovipara e i piccoli, da 3 a 7, vengono partoriti sul finire dell'estate. Si trova sia in aree assolate e xeriche, preferite soprattutto in primavera per la termoregolazione, sia in zone boscate o addirittura umide come alcuni boschi di pianura. E anche la maggiore responsabile di avvelenamenti in Italia e circa il 9% dei casi è avvenuto in giardini di casa. Le rimanenti specie italiane, il Marasso, Vipera berus, la Vipera dal corno, Vipera ammodytes e la localizzata Vipera dell'Orsini, Vipera ursini non rappresentano un problema urbano essendo confinate ad ambienti a buon grado di naturalità.
I Colubridi

Gli appartenenti alla seconda famiglia presente in Italia non sono velenosi per l'uomo, sebbene i morsi di alcune specie possano risultare fastidiosi, oltre che dolorosi, in soggetti sensibili. Tra le ben 17 specie della fauna italiana si annoverano i più comuni invasori delle strutture abitative.
Il Biacco Coluber viridiflavus in particolare è forse il maggiormente segnalato. L'adulto è spesso di colore nero uniforme sul dorso e con parti inferiori chiare (forma carbonarius) oppure tipicamente bruno-verdastro con macchiettatture giallastre (forma viridifiavus), mentre da giovane risulta grigio-olivastro, spesso barrato, e mostra un particolare disegno nero e chiaro sul capo. Può arrivare a 2 metri di lunghezza e ha spesso carattere mordace, ma è innocuo. Grande cacciatore di sauri, si nutre anche di roditori e altri serpenti, vipere comprese. Depone da 5 a 15 uova in zone calde ed umide dove a fine estate nascono i piccoli, lunghi una ventina di centimetri. Scegliendo a tal proposito anche localizzazioni in ambienti antropizzati si è reso responsabile di alcune invasioni singolari. Anche per l' ibernazione più volte è stato osservato utilizzare cantine e magazzini. La Biscia dal collare Natrix natrix è ancora uno dei serpenti più comuni sul territorio nazionale. Tipico della specie è il doppio collare giallo e nero disegnato dietro la nuca, che perde in definizione e colore con l'età. Il corpo presenta alcune caratteristiche di colorazione che suddividono la specie in entità subspecifiche in aree precise. La forma maggiormente diffusa (helvetica) è bruno chiara con ornamentazioni a bande scure, che la fa assomigliare alla vipera. A questo innocuo colubro si devono i ripetuti allarmi di grandissime vipere uccise (naturalmente) in questo o quell'altro paese, riuscendo raramente a raggiungere i 2 metri nelle femmine, più grandi dei maschi. Si nutre da giovane di anfibi e pesci e in età matura la dieta viene arricchita da roditori. La si incontra soprattutto in vicinanza dell'acqua ma gli esemplari adulti se ne possono allontanare moltissimo. Depone una trentina di uova agglutinate tra loro che schiudono in estate. I piccoli appena sgusciati raggiungono i 20 cm di lunghezza. La Natrice tassellata, Natrix tesselata, è simile alla congenerica ma uniformemente grigio-bruna. Molto più legata all' acqua, da cui non si allontana molto, si nutre in massima parte di pesce. Si rinviene nei giardini con molta minor frequenza.

Come la specie precedente adotta a volte un caratteristico atteggiamento difensivo: di fronte a un grave pericolo simula la morte, ponendosi pancia all'aria e bocca aperta da cui esce saliva e sangue. Passato il pericolo si ricompone e striscia via. Il Saettone, Elaphe longissima e il Cervone, Elaphe quatuorlineata sono i maggiori serpenti italiani, raggiungendo il secondo i 2,6 metri e il primo i 2. Grandi cacciatori di roditori e uccelli, sono giallo-ocra chiaro, e il secondo è distinto dalla maschera e da quattro striature nere parallele ai lati del corpo. Innocui e spesso docili si localizzano soprattutto in aree boscate, collinari e negli arbusteti. Raramente arrivano in ambito urbano, sebbene possano entrare nei giardini e negli abitati rustici.

A volte il Colubrio liscio, Coronella austriaca, piccolo serpente che si nutre a spese di sauri e altri piccoli vertebrati, penetra nei giardini. Per il suo carattere aggressivo e la colorazione del dorso viene spessissimo scambiata per una vipera e uccisa. In effetti è assolutamente innocua e frequenta una grande varietà di ambienti. Come i viperidi è ovovipara e in autunno partorisce fino ad una dozzina di piccoli.