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Poichè riduce gli inconvenienti dovuti alla presenza di microrganismi, la disinfezione può essere considerata il completamento e il perfezionamento delle operazioni di pulizia, che rende quindi più efficaci. Per lo più, la pulizia viene realizzata con l'esplicito quando non precipuo intento di abbattere e/o contenere la flora microbica. Così per esempio avviene nel caso di istituzioni sanitarie sia di assistenza che di cura, di industrie per la produzione e la lavorazione di farmaci, cosmetici, alimenti, bevande, ecc., dei luoghi dove questi vengono smerciati e/o consumati per non dire degli ambienti dove si trovano o si riuniscono collettività e di molti altri casi ancora. 

disinfezione-operaio in azione
Mentre le operazioni di pulizia permettono di raggiungere tale scopo solo parzialmente, quando queste vengono effettuate insieme alla disinfezione si raggiunge il 95-100% di efficacia, sempre che vengano osservate determinate modalità di applicazione, siano impiegati ingredienti adatti e si tenga conto dei vari fattori che interferiscono sulla buona riuscita delle operazioni. Tra questi, importante è il numero delle persone che operano o si muovono nell'ambiente: si sa che con movimenti naturali una persona sana disperde dalla propria superficie corporea circa 10.000 elementi al minuto di derivazione epidermica e che nel 10% dei casi questi trasportano microrganismi, di modo che tale persona in attività muscolare disperde da 3.000- 50.000 fino a 2 milioni di germi vivi al minuto a seconda della propria carica microbica cutanea. Diversi altri aspetti devono essere presi in considerazione quando si voglia adottare un sistema di disinfezione. Molto importante è quello riguardante la scelta del disinfettante più opportuno, che deve essere efficace in quel determinato caso, in quel luogo, su quei materiali, che deve presentare appropriato spettro d'azione e risultare privo di tossicità.

 


Disinfettanti

Comprendono composti destinati alla disinfezione di ambienti e attrezzature nel settore civile, domestico ed igienico-sanitario in genere (ospedali, istituti, comunità civili, religiose e mililari come ad esempio scuole, abitazioni, alberghi, ristoranti, uffici, caserme, chiese, conventi, ecc.), nell'industria lattiero-casearia, enologica, conserviera, alimentare e saccarifera, nel settore delle comunicazioni (sale d'aspetto e mezzi di trasporto pubblici) e infine nel settore zootecnico (stalle, scuderie, pollai, conigliere, abbeveratoi, mangiatoie).

I disinfettanti attualmente disponibili appartengono a tre gruppi di sostanze ad azione battericida o germicida in senso lato: quelli tradizionali, i sali quaternari d'ammonio e gli jodofori.I disinfettanti tradizionali sono quelli a base di formalina formaldeide, fenoli, cresoli e loro derivati. I sali quaternari d'ammonio, derivati da alogenuri (cloruri o bromuri) di ammonio nei quali gli atomi di idrogeno sono sostituiti da gruppi alchilici a lunga catena (fra 8 e 18 atomi di carbonio) che costituiscono i veri e propri principi attivi germicidi. I sali quaternari d'ammonio possono essere di tipo cationico (cioè con radicali attivi elettropositivi neutralizzati da joni negativi rappresentati specialmente da cloro e bromo), di tipo anionico (con radicale attivo elettronegativo neutralizzato da jone positivo rappresentato specialmente da metalli quali Na e K) e di tipo non ionico (cioè con radicale attivo elettricamente neutro). I quats cationici sono efficaci sia contro batteri gram-positivi che contro batteri gram-negativi; quelli anionici lo sono principalmente contro batteri gram-positivi mentre i non ionici sono scarsamente attivi come battericidi e svolgono più che altro una funzione solubilizzante e schiumosa. 
 
I più comuni quats impiegati attualmente in pratica come disinfettanti sono costituiti da: cloruri (benzalconio, benzetonio, cetilpiridinio, laurilpiridinio, laurildimetilbenzilammonio) e bromuri (cetilpiridinio, cetiltrimetilammonio, laurilisochinolinio, cetilmetilammonio, di-n-ottildimetilammonio). Gli jodofori comprendono un più recente gruppo di composti in grado di liberare lo jodio, che ha rappresentato fino alla metà di questo secolo il disinfettante per elezione sotto forma di tinture idroalcooliche più o meno concentrate, ma che fu poi Sostituito da fenoli, cresoli e dai quats a causa della sua causticità. Recentemente è invece tornato in auge grazie alla sintesi di particolari sostanze, dette appunto jodofore, che opportunamente combinate con particolari solventi e tensioattivi sono in grado di liberare lo jodio mantenendosi perfettamente innocue, non caustiche e non irritanti ed esplicando al tempo stesso la elevata azione disinfettante e sterilizzante tipica dello jodio, azione valida verso batteri, virus, spore, fermenti, muffe, protozoi, coccidi e microrganismi in genere. Ai disinfettanti in genere è richiesta oltre all'essenziale attività battericida anche un'azione detergente (dipendente dalla loro tensioattività che consente, mediante un'azione emoliente, di penetrare e staccare dalla superficie i residui solidi aderenti) ed un'azione deodorante che può essere di tipo indiretto (grazie all'arresto dei processi fermentativi conseguenti allo sviluppo di batteri e muffe e responsabili, appunto, dei cattivi odori degli ambienti infetti) oppure di tipo diretto, grazie alla presenza di sostanze aromatiche estranee (timolo, mentolo, essenze di bergamotto e di pino, ecc.).

Tabella.

Fattori che condizionano l'efficacia di un disinfettante.

A) Propri del disinfettante:

 

- concentrazione d'uso
- stabilità delle soluzioni
- pH di attività ottimale

 

B) Propri della resistenza microbica:

 

- tipo di germi in causa
- ciclo vitale dei microrganismi
- densità della popolazione
- entità della carica

 

C) Propri del materiale da trattare:

 

- natura del materiale
- costituzione del materiale
- compatibilità
- tipo del trattamento a cui viene contemporaneamente sottoposto
- quantità dello sporco che vi aderisce