12/07/2021

Disinfestazione da blatte, ecco quelle più diffuse e in che modo eliminarle

Il caldo afoso di questi giorni sta spingendo molte persone e aziende ad effettuare interventi di disinfestazione da blatte. Quali sono le specie più diffuse in Italia? Cosa fare per contrastarne la proliferazione? Scopriamolo insieme:

Periplaneta americana

È la specie di blatta più diffusa nelle città di tutto il mondo ed è anche quella di maggiori dimensioni. È di colore marrone rossastro, e come in tutte le blatte, la femmina ha un addome più largo rispetto al maschio. La femmina può produrre 12-14 ooteche che schiudono dopo 1-1,5 mesi.  Le colonie di periplaneta americana possono essere infatti anche enormi, in un tombino possiamo trovarne più di 5000 esemplari.

Blatta orientalis

Detta anche scarafaggio nero comune, è un specie di blatta originaria della Russia, ormai presente in tutto il mondo, tranne nelle zone con clima particolarmente rigido. Sia il maschio che la femmina presentano ali, ma in entrambi i casi non riescono a volare. La blatta orientalis si sviluppa soprattutto dove trova abbondanza di acqua, nelle abitazioni riscaldate o in ambienti non soggetti a grandi sbalzi di temperatura.
Predilige muoversi di notte ed evitare luoghi luminosi.

Blattella germanica

Si tratta di un piccolo esemplare di blatta, con forma snella e allungata, dal colore marrone chiaro, a volte tendente al rosso. Anche nota come Blattella fuochista, Fuochista, Mangiapane, Mangiapane della cucina o Mangiapane delle cucine. La Blatta germanica è molto prolifica: produce fino a 8 ooteche che possono contenere dalle 30 alle 40 uova che si schiudono in circa 20 giorni. Una femmina è dunque in grado creare una colonia di centinaia di blatte. Questa specie è molto attiva, scattante e veloce nei movimenti. Le ventose gli consentono di muoversi sia sui muri che sui soffitti.

 

Disinfestazione da blatte

La disinfestazione da blatte può essere pianificata con 3 metodologie diverse: con gel, con soluzione liquida o con termofumigazione. Il primo metodo è concepito per gli spazi interni e risulta discreto ma al tempo stesso letale. Con poche gocce di gel, infatti, è possibile distruggere un intero nido. Nel secondo e terzo caso, invece, l’intervento è concepito per il trattamento di aree esterne o della rete fognaria.

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