23/01/2019

CIMICE ASIATICA – CAUSE E SOLUZIONI

La cimice asiatica, il cui nome scientifico è Halyomorpha halys, è stata avvistata in Italia per la prima volta nel settembre del 2012 dai ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Oggi la sua diffusione è molto ampia, favorita dalla tropicalizzazione del clima, che gli consente di prolificare con il deposito delle uova almeno due volte all’anno, con  circa 400 esemplari alla volta.

Ingenti sono i danni che sta arrecando, in particolar modo all’agricoltura e al turismo. La cimice asiatica, infatti, attacca numerose tipologie di colture:  da quelle arboree a quelle erbacee: soia, ortaggi, fagiolini, pomodori, e tutte le piante da frutta, di cui questo insetto è ghiotto. La sua presenza massiccia, inoltre, arreca enorme danni alle strutture ricettive, in particolar modo agli agriturismi, invadendo stanze, aree di ristoro ed altri ambienti.

La “cimice marmorata asiatica”, però, non costituisce alcun pericolo per l’uomo: non trasmette nessuna malattia infettiva. La sua presenza resta comunque fastidiosa, ancor di più quando viene schiacciata, seppur involontariamente, dato che emana un forte odore sgradevole, provocato dall’attivazione delle ghiandole odorifere, che avviene quando si sente in pericolo.

Quali sono, ad oggi, le possibili strategie per debellare la presenza della cimice asiatica? In agricoltura, a scopo preventivo, vengono utilizzati presidi meccanici, come  le reti antigrandine. Trattasi, però, di una soluzione che mira a tutelare aree non ancora colpite. Per quelle già oggetto di infestazione, invece, il presidente ligure di Confagricoltura, Lucha De Michelis, suggerisce l’importazione di insetti antagonisti. In natura, infatti, esistono sono alcuni imenotteri, il cui aspetto ricorda quello di piccole vespe, che riconoscono le uova della cimice asiatica e vi inseriscono le proprie larve che, una volta sviluppate, le uccidono. “Da noi in Italia – spiega De Michelis – questi antagonisti naturali specializzati non sono presenti, né quelli autoctoni sembrano per ora in grado di riconoscere le uova della cimice marmorata, quindi le cimici possono riprodursi in maniera indisturbata”.