In Europa e in particolare in Italia, ci sono molto pregiudizi sull’alimentazione a base di insetti. Nel resto del mondo, invece, circa due miliardi di persone (quasi un terzo dell’intera popolazione mondiale) integrano la propria dieta con insetti, che storicamente hanno sempre fatto parte dell’alimentazione umana (dati emersi da uno studio della FAO).
A tranquillizzare gli europei ci ha pensato l’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), che ha analizzato i rischi derivanti dalla presenza di pericoli biologici e chimici nei prodotti alimentari e nei mangimi derivati da insetti. I suoi esperti hanno evidenziato che mangiare insetti non è dannoso, purchè si tratti di insetti da allevamento, condizione fondamentale per garantirne l’igiene. E’ stata altresì evidenziata l’importanza del modo in cui vengono nutriti gli insetti (il cosiddetto “substrato”) e della fase del ciclo di vita nella quale vengono raccolti. L’Efsa ha anche reso pubbliche le specie di insetti con maggior potenziale d’uso come alimento o mangime: mosche, larve della farina, grilli e bachi da seta.
Per promuovere l’alimentazione basata su insetti è nato il progetto “Nutrire il Pianeta con nuove fonti sostenibili: edible insects”, che ne ha sottolineato i vantaggi per il genere umano: “gli insetti rappresentano una fonte di proteine e amminoacidi più efficiente rispetto agli altri animali tradizionalmente allevati per l’alimentazione umana: a parità di proteine prodotte consumano quantità infinitamente più piccole di mangimi, di acqua potabile, di energia, producono meno gas serra e possono essere utilizzati per decomporre i rifiuti, senza entrare in competizione alimentare con gli stessi esseri umani”.
Da questo progetto è nato il “Libro bianco” degli insetti commestibili, che puoi scaricare gratuitamente cliccando qui. Il testo è stato presentato recentemente a Expo2015, nel padiglione Europa, alla presenza di autorevoli relatori, che hanno partecipato alla stesura dello stesso: Maura Calliera (Opera Centro di Ricerca per la Sostenibilità – Università Cattolica di Piacenza), Ettore Capri (Opera Centro di Ricerca per la Sostenibilità – Università Cattolica di Piacenza), Mario Colombo(Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente Università degli Studi di Milano), Antonia Ricci(Istituto Zooprofilattico delle Venezie), Roberto Valvassori (Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della vita Università degli Studi dell’Insubria), oltre a Piero Amos Nannini (Presidente Fondazione Società Umanitaria).

